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giovedì 17 aprile 2014

Fabrizio Franchi - Il giornalista



"Sempre meglio che lavorare" recita una famosa battuta di Luigi Barzini. Si riferiva al proprio mestiere, quello di giornalista. Autoironia per una professione con luci e ombre. E chissà quanta ironia porta nelle tasche Fabrizio Franchi, cronista e Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige. Perchè non c'è dubbio che di questi tempi fra le categorie più "criminalizzate" c'è quella di chi per lavoro racconta i fatti. Certo, in giro, ci sono anche prezzolati, scendiletto, affetti dalla "sindrome di Stoccolma" (in quanto "rapiti" dal potente di turno). Non c'è dubbio. Ma nella categoria ci sono anche persone per bene e, intorno, un mare di precari, collaboratori ed aspiranti tali.
Nessun martire e nessun eroe ma gente che cerca di fare bene il proprio mestiere, tanto per citare Montanelli, anche a livello locale, giusto per non allontanarci troppo. Anche qui in Provincia, dove si fa la cronaca di una piccola realtà, a volte è tutto più difficile perchè il Potere (con i suoi Palazzi) ce l'hai dietro l'angolo. Le mani (e la faccia) non ce le mettono i commentatori da bar o i "re della tastiera", che si nascondono dietro uno pseudonimo, ma i giornalisti (più o meno grandi) che ogni giorno raccolgono e riportano le notizie.

lunedì 14 aprile 2014

Adriano Rizzoli - L' ambientalista




Per anni ha "incassato": sorrisi ironici e qualche insulto. Se per una certa politica è un rompiscatole, per gli ambientalisti da salotto è un pungolo continuo. 
Un grillo parlante. Il grillo parlante è finito spiaccicato su una parete. Adriano Rizzoli, invece, è vivo e vegeto. Lui - che con Simonetta Gabrielli ha tenuto a battesimo l'associazione Nimby Trentino - è una figura storica in tema di gestione virtuosa dei rifiuti. In anni in cui la Provincia ha diretto la nave del trentino verso Ischia Podetti - l'ormai nota località di Trento Nord dove si sarebbe dovuto realizzare un inceneritore - lui si è schierato contro. Ha protestato e ha digiunato. Ha contestato la filosofia del "bruciamo tutto", portando dati tecnici al di sopra di ogni sospetto. 
Una faccia, la sua, che può piacere o no, ma lui non pare intenzionato a fermarsi. Diventa un "personaggio fastidioso": in un periodo di sicurezze vacillanti e flebili confini tra percepito e reale, parla di sicurezza per la salute pubblica.
Adriano Rizzoli continua l'impegno per la tutela dell'ambiente e a scrivere dei fumi di acciaieria, anche di quella tarantina con PeaceLink e Fondo Antidiossina, degli scandali dei rifiuti tossici e dell'ipotesi di trasformazione del cementificio di Sarche in un bruciatore di Css (Combustibile secondario solido). Brutte storie, come certe facce, pericolose quanto un Rizzoli a piede libero.