"Sempre meglio che lavorare" recita una famosa battuta di Luigi Barzini. Si riferiva al proprio mestiere, quello di giornalista. Autoironia per una professione con luci e ombre. E chissà quanta ironia porta nelle tasche Fabrizio Franchi, cronista e Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige. Perchè non c'è dubbio che di questi tempi fra le categorie più "criminalizzate" c'è quella di chi per lavoro racconta i fatti. Certo, in giro, ci sono anche prezzolati, scendiletto, affetti dalla "sindrome di Stoccolma" (in quanto "rapiti" dal potente di turno). Non c'è dubbio. Ma nella categoria ci sono anche persone per bene e, intorno, un mare di precari, collaboratori ed aspiranti tali.
Nessun martire e nessun eroe ma gente che cerca di fare bene il proprio mestiere, tanto per citare Montanelli, anche a livello locale, giusto per non allontanarci troppo. Anche qui in Provincia, dove si fa la cronaca di una piccola realtà, a volte è tutto più difficile perchè il Potere (con i suoi Palazzi) ce l'hai dietro l'angolo. Le mani (e la faccia) non ce le mettono i commentatori da bar o i "re della tastiera", che si nascondono dietro uno pseudonimo, ma i giornalisti (più o meno grandi) che ogni giorno raccolgono e riportano le notizie.